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I 5 migliori career path per un developer nel 2022

Da 4 anni abbiamo la fortuna di contare Cris tra i software engineer di Fornace. Se stai pensando di intraprendere una carriera come developer, potresti fare tesoro dei suoi consigli!

La professione del software developer è necessariamente in continua evoluzione. Nuove sfide e opportunità si profilano all’orizzonte susseguendosi incessantemente e se da un lato è proprio questo a rendere affascinante il mestiere, è anche vero che non sempre è facile avere chiaro il quadro completo delle possibilità e delle prospettive a disposizione. 

Analizziamo quindi alcuni dei migliori career path in cui un aspirante developer può investire!

1) Blockchain/Smart contracts

Come ogni tecnologia quando muove i suoi primi passi, per molti la blockchain è ancora fonte di perplessità, ma è indubbio che costituisca una tecnologia fondante per molte applicazioni, e che in prossimamente lo sarà sempre di più.

Non si parla quindi solo della famigerata speculazione delle criptovalute, ma di vere e proprie applicazioni che fanno della decentralizzazione il proprio punto di forza.

A partire dagli Smart Contracts fino ad arrivare ai videogame basati su NFT, il mondo delle crypto riscuote progressivamente sempre più interesse e per questo la richiesta di sviluppatori in questo campo è in forte incremento.

Se sei interessato ad approfondire questo tema, ti consigliamo di dare un’occhiata a Solidity, il linguaggio di programmazione sviluppato in seno al progetto Ethereum, ma può essere molto strategico dedicarsi allo studio di Rust e Go, che sono in forte trend di crescita e offrono performance molto elevate.

2) Machine learning/Deep learning

Il settore del machine learning è ormai consolidato e durante questi anni non ha mai smesso di crescere e di affermarsi. Non si limita soltanto ad applicazioni come e-commerce o filtri anti spam, ma ha applicazioni pratiche e sta diventando addirittura indispensabile nel mondo dell’automotive, della robotica e in molti altri settori: dall’Internet of Things alla cybersecurity, passando dal riconoscimento vocale utilizzato dagli assistenti vocali che popolano sempre di più le nostre case.

Nel machine learning si utilizzano modelli costruiti appositamente, istruiti nella fase di training verso un determinato scopo. Il deep learning utilizza invece un modello basato su neuroni artificiali che simulano il funzionamento del nostro cervello.

Se sei interessato ad approfondire questi temi è fondamentale iniziare a prendere confidenza con il linguaggio di programmazione python. Non è semplice approcciarsi a queste discipline da soli, per cui è consigliabile seguire uno dei tanti corsi che vengono offerti online, per prendere confidenza con i concetti principali.

3) Big Data/Data analysis

Per Big Data ci si riferisce a quei set di dati che, vista la loro mole e quantità, richiedono di essere processati attraverso metodi ad hoc, con l’obbiettivo di ottenere informazioni e indici significativi.

Al giorno d’oggi è sempre più facile avere accesso a queste montagne di dati, grazie all’Internet of Things e in generale a tutti i dispositivi smart di cui ci serviamo e sappiamo che nel futuro ci sarà sempre di più la necessità di elaborare questi giganteschi dataset. Un professionista di questo settore deve maneggiare conoscenze trasversali tra statistica, matematica, machine learning, ecc.

Se vuoi approcciarti a questa professione è consigliabile conseguire una laurea in una disciplina scientifica. Anche in questo ambito un linguaggio molto utilizzato è python, con la libreria Pandas, che è un tool fondamentale per manipolare e analizzare dati.

4) Computer Security Specialist

La sicurezza informatica è un ambito che sta diventando esponenzialmente sempre più importante nella vita di tutti i giorni. Dai dati personali a quelli che riguardano interi sistemi governativi, garantire la sicurezza è sempre più difficile per via delle minacce informatiche che si evolvono in potenza e raffinatezza. Acquista quindi grande rilievo la figura del security specialist, indispensabile per moltissime realtà. Nei recenti sviluppi a livello mondiale si è visto che l’attacco informatico può diventare uno strumento per arrecare danno al nemico anche in situazioni di conflitto fra nazioni. Diventare specialisti di questo settore garantisce ottime prospettive occupazionali.

Se vuoi diventare un “Ethical Hacker” ti servirà fluidità in quanti più linguaggi di programmazione possibile, oltre che una conoscenza approfondita di firewall, reti e sistemi operativi. È consigliabile inoltre intraprendere un percorso universitario in campo informatico e ottenere una certificazione apposita.

5) Augmented/Virtual Reality

Sebbene si possa pensare che le applicazioni di questa tecnologia siano soltanto relative al mondo del gaming, esse possono avere impieghi anche nel settore della formazione e del marketing. La differenza tra realtà virtuale e aumentata è che la prima fa in modo che l’utente, grazie all’utilizzo di un visore, si trovi in un ambiente virtuale completamente isolato dal mondo esterno, nella seconda si ha invece l’interazione con elementi che si sovrappongono al mondo fisico, “aumentando” l’esperienza della realtà.

La realtà virtuale, grazie ai visori di nuova generazione, si sta diffondendo in moltissime case. L’azienda Meta (ex Facebook) sta investendo gran parte delle sue risorse nello sviluppo del metatarso e in applicazioni VR.

La vera rivoluzione è costituita dalla possibilità di avere un visore standalone in grado di introdurre l’utente in esperienze virtuali immersive senza la necessità di un costoso PC e set up laboriosi. Se sei già appassionato di questo mondo e di programmazione, perché non provare ad unire le due cose diventando sviluppatore VR/AR? I maggiori game engine come Unreal o Unity già offrono questa possibilità con dei toolkit appositi. Se sei quindi interessato a iniziare un percorso professionale in questo campo, dovrai acquisire familiarità con linguaggi come il C++ o C#, per iniziare sviluppare qualche progetto con gli engine citati.

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Come la blockchain sta cambiando il mondo delle assicurazioni

Come può un blocco di codice togliere dal fuoco le castagne delle compagnie assicurative e dare una spinta innovativa alla produzione del settore?

Ostacoli e prospettive attuali

La gestione dei processi assicurativi è complessa e dispendiosa, in termini di risorse economiche ed umane. Questa caratteristica del servizio tende negli anni ad erodere la redditività delle compagnie e a frenare l’innovazione produttiva del settore. 

L’analisi attuariale è uno dei pilastri su cui si fonda questo business: si tratta del processo per valutare la probabilità del rischio di un investimento e i modi per ridurre l’impatto finanziario di tale rischio, e comporta l’elaborazione di una grande mole di dati, spesso frammentati su diverse piattaforme e di difficile riconciliazione. Un altro fondamento del settore è l’accertamento dei sinistri e la relativa liquidazione, che avvengono attraverso processi in gran parte manuali e spesso senza standard condivisi. Infine, le procedure e i contratti delle polizze risultano spesso poco trasparenti per i clienti, favorendo l’aumento delle contestazioni

Il settore assicurativo vorrebbe spingere sulle micro polizze, ovvero quei prodotti assicurativi con premi di basso importo e durate limitate, ma si vede rallentato da queste complessità, che secondo l’Università di Cambridge potrebbe essere in gran parte risolta appoggiandosi alla blockchain

L’autorevole ricerca evidenzia che la tecnologia blockchain presenta delle caratteristiche essenziali: 

Trasparenza: la catena di dati è consultabile per intero dalle parti. 

Sicurezza: i dati sono crittografati e resi immutabili. 

Decentralizzazione: i dati sono condivisi e così anche la manutenzione e la verifica della rete, che non dipende da un’autorità centrale. 

L’automatizzazione dei contratti e casi reali

Gli smart contract non hanno valore legale, ma possono essere utilizzati per eseguire automaticamente contratti e accordi ufficiali. 

I dati “off-chain” vengono integrati da fonti esterne, chiamate “oracoli”, che possono essere concordate tra le parti: si può trattare ad esempio di una piattaforma meteorologica affidabile, in una polizza che stabilisce che se il firmatario durante la sua vacanza trascorre tre giorni sotto la pioggia, riceverà automaticamente il premio. 

Un altro caso sempre relativo alle assicurazioni di viaggio può essere quello in cui l’oracolo è la piattaforma di una compagnia aerea, che al verificarsi di un ritardo comunica allo smart contract di eseguire il rimborso; spostandoci dal turismo e passando alla finanza possiamo trovare come oracolo il portale online della Borsa, che registra variazioni finanziarie collegate a una polizza e il meccanismo va ad elargire il premio. 

Rischi e sfide

È probabile che i rischi maggiori per una compagnia che si approccia alla blockchain siano più legati al proprio modello di business che alla tecnologia stessa. Si tratta tuttavia di investimenti che potrebbero premiare sul lungo periodo. È utile ricordare che la blockchain esiste da tanti anni, e la sua “rinascita” si può interpretare attraverso la chiave di lettura della “Legge di Amira”, che stabilisce che “all’introduzione di nuove tecnologie si tende simultaneamente a sovrastimarne l’impatto a breve termine e a sottostimarne l’impatto a lungo termine”.

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I brand alla conquista del Metaverso

Si prevede che il giro d’affari intorno al Metaverso raggiungerà i 400 miliardi per il 2025. È il momento di investire?

Uno dei punti salienti della conferenza organizzata da Meta a fine anno, Connect 2021, è che il Metaverso non arriverà improvvisamente, ma gradualmente nei prossimi dieci anni.

Secondo Justin Hochberg, CEO e fondatore del Virtual Brand Group, questa dimensione arriverà a permeare ogni aspetto del business, come accade con internet oggi.

Forbes immagina questo scenario nei prossimi quattro anni: “hai un appuntamento su Planet Theta, una piattaforma di dating virtuale in fase di lancio. […] Vuoi fare colpo, quindi vesti il tuo avatar firmato Armani e indossi degli occhiali da sole Ray Ban, ovvero NFT acquistati con Ether (ETH). Dopo aver trascorso un po’ di tempo passeggiando in una foresta incantata, porti l’altra persona a guardare l’ultimo film Disney, proiettato sul muro di un castello magico.”

Tutti gli elementi perché questa storia avvenga sono già presenti: la nuova frontiera degli NFT sono gli asset immobiliari. Mentre c’è chi usa i visori per vedere come starebbero i mobili in casa, gli occhi sono attualmente puntati su Snoop Dogg, che ha acquistato una villa su Sandbox creando una bolla per gli utenti che vogliono diventare suoi “vicini di casa”. Un utente è arrivato a pagare mezzo milione di dollari.

Se gli NFT costituiscono già un giro di affari immenso e sempre più consolidato, la partecipazione agli eventi virtuali sta muovendo i suoi primi passi.

Nel 2020 Travis Scott ha attratto 12 milioni di giocatori su Fortnite, in un concerto in cui l’artista appariva grande come un grattacielo e in cui gli utenti potevano seguirlo sott’acqua e attraverso lo spazio, mentre cantava le sue più grandi hit e guadagnava circa 20 milioni di dollari.

Si tratta di esperienze che possono avere luogo soltanto in questa dimensione senza i vincoli della realtà tangibile. Come avverte Patrizio Miceli, italiano presidente dell’agenzia parigina Al Dente, è un errore per i brand riprodurre semplicemente qualcosa che esiste già fisicamente: “non voglio un centro commerciale nel Metaverso: voglio scoprire il DNA di un brand in una maniera più creativa e giocosa”.

Il Metaverso rappresenta quindi nuove opportunità di engagement e di storytelling, ma non solo: i set per immergersi in questo spazio, i visori VR, hanno la capacità di tracciare 18 tipi di movimenti a un rate di 90 volte per secondo. Di conseguenza, passare 20 minuti con il visore comporta la registrazione di 2 milioni di segnali. Secondo l’Università di Stanford, “gli psicologi non hanno mai, nei decenni di studio del comportamento non verbale, avuto a disposizione set di dati di questa magnitudine.”

Charles Hambro, CEO e co-fondatore di Geeiq, dice che il momento per entrare in questa dimensione è ora: “il gaming è ormai parte della cultura mainstream. È importante essere davvero presenti nel settore e avere dei team interni con le skill necessarie, pronti per questo spazio. Nessuno vuole arrivare e apparire come se stesse saltando sul carro all’ultimo momento.”

Quindi, come muovere i primi passi?

Secondo Meta, il ponte per il Metaverso sono le app 2D. Il consiglio dell’azienda è quello di partire dalle fondamenta, utilizzando le skill che si hanno già per implementarle in questo nuovo spazio, esplorando tutte le possibilità legate al commercio.

Di cruciale importanza è il monitoraggio del proprio target: se il tuo brand si concentra su un audience molto giovane, probabilmente non puoi concederti il lusso di restare a guardare ancora a lungo. Quanto tempo trascorrono i tuoi clienti nel Metaverso e quanto ne trascorreranno nell’immediato futuro? Questi sono indicatori chiavi per pianificare la tua entrata in questa nuova dimensione.

Valuta quali sono le tue opportunità: il Metaverso può offrire nuovi orizzonti ma anche potenziare asset attuali. Ad esempio, come suggerisce Harvard Business Review, un impegno pubblico sulla sostenibilità può diventare tacciabile attraverso la blockchain.

Preparazione: osserva attentamente i dati e i comportamenti degli utenti per pianificare l’entrata del tuo brand nel modo e nel momento giusti. Nel frattempo, puoi scatenare la creatività del tuo team per pensare a nuovi modi di creare engagement e fare storytelling.

Soprattutto, resta aperto a imparare: come dice Cathy Hackl, fondatrice del Futures Intelligence Group, “siamo tutti pionieri; non ci sono esperti, davvero. Stiamo costruendo insieme questo spazio e io imparo qualcosa ogni giorno.”